ASSEMBLEA
ORGANIZZATIVA

11/12 Ottobre 2007
Cisl Sicilia

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ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA DELLA CISL REGIONALE SICILIA
DOCUMENTO CONCLUSIVO

 

I dirigenti della CISL Siciliana,  riunitisi in occasione dell’Assemblea Organizzativa Regionale, L’11 e 12 ottobre 2007 presso l’Hotel Torre Normanna, ad Altavilla Milicia (Palermo), presieduta dal Segretario Confederale Gianni Baratta, avendo ascoltato la relazione introduttiva del Segretario Generale Paolo Mezzio,  la relazione Organizzativa del Segretario Regionale Francesco Bonanno,  l’intervento del Segretario Generale Confederale Raffaele Bonanni e le conclusioni di Paolo Mezzio, recependo le riflessioni e le sollecitazioni emerse dagli interventi degli ospiti, del sindacalista esule birmano Zaw Tun, e scaturite dal ricco ed ampio dibattito svoltosi durante i lavori assembleari,  cogliendo gli spunti e le indicazioni emerse dagli interventi della tavola Rotonda, tenuto conto delle tracce di discussione elaborate dalla Confederazione,

confermano l’esigenza di una riflessione rispetto ai grandi processi di trasformazione che stanno interessando, oltre che lo scenario internazionale, l’intero nostro Paese, in tutte le sue grandi ripartizioni territoriali. In particolar modo, ci si riferisce ai mutamenti già in atto nel mercato del lavoro, alle prospettive di uno sviluppo che sia equo e sostenibile, alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio ambientale, alle crescenti cause di disagio sociale;

 

 

esprimono la necessità di orientare il lavoro e l’azione di rappresentanza sindacale in direzione di una tutela sempre più efficace dei diritti dei lavoratori, delle donne, dei disabili, delle famiglie, dei giovani, dei disoccupati, dei pensionati, degli immigrati, di tutti i soggetti deboli o a rischio di povertà e di esclusione sociale.

Diviene, infatti, sempre più necessario ed urgente essere in grado  di rappresentare tutti i soggetti che esprimono bisogni cui l’iniziativa sindacale può dare voce, prestando l’attenzione di sempre alle tutele vecchie e nuove, ai diritti di ogni cittadino, così come ai doveri individuali e collettivi, a partire dalla consapevolezza delle nuove sfide che derivano dai rapidi mutamenti, e animati dalla volontà di concepire ed attuare un modello organizzativo coerente con le mutate condizioni degli assetti sociali ed economici del nostro Paese.

 

In riferimento a quanto sta accadendo sui vari fronti internazionali in cui la guerra minaccia costantemente l’incolumità di intere popolazioni e molte vite vengono sacrificate e stroncate, in particolare volgendo l’attenzione ai recenti fatti accaduti nella ex Birmania, la dirigenza tutta della CISL Sicilia esprime la propria solidarietà al popolo Birmano ancora oppresso da un regime dittatoriale.

 

Il gruppo dirigente siciliano, rispetto ad un verosimile cambiamento demografico e al mutamento sociale determinato, nei prossimi anni, dal forte e continuo incremento della presenza di immigrati anche nel nostro Paese, ritiene necessario che vengano adeguati gli attuali strumenti di tutela e rappresentanza, al fine di creare le condizioni per lo sviluppo di una normativa più efficiente ed attenta soprattutto al consolidamento dei diritti di cittadinanza e di integrazione sociale e culturale degli immigrati.

 

L’intera assemblea, rispetto alla questione della legalità e   lotta alla criminalità organizzata, esprime l’esigenza che siano resi più efficaci e più ampiamente praticati i controlli alle frontiere, e che siano potenziati risorse e strumenti da destinare alle Forze dell’Ordine per la lotta al riciclaggio ed ai reati finanziari. Il gruppo dirigente, inoltre, esprime solidarietà a quegli imprenditori che, con il loro coraggio ed il loro esempio, hanno reso possibile una svolta nella lotta ai reati di estorsione che affliggono la realtà produttiva, e in genere del lavoro, nella nostra Isola.

L’Assemblea, infine, ritiene che la richiesta di presenza dell’esercito vada sostenuta e accompagnata da una strategia politica forte, che affronti tali fenomeni non in maniera emergenziale bensì attraverso iniziative tendenti a modificare le condizioni di sottosviluppo economico e culturale che permettono l’attecchimento della cultura mafiosa.

 

In ordine agli assetti organizzativi, l’Assemblea riafferma la validità del modello associativo, quale patrimonio essenziale di tutto il movimento sindacale, come pure la tipicità della nostra struttura organizzativa, ribadendo, conseguentemente, l’esigenza di rafforzare il ruolo delle Federazioni e della stessa Confederazione attraverso una forte coesione strategica, che diventa una scelta obbligata se consideriamo le sfide che ci attendono.

 

E’ necessario, invece, ripensare il disegno organizzativo, per meglio rappresentare e tutelare tutti i pensionati, le donne, i disoccupati, i precari, i giovani che sempre più difficilmente si inseriscono nel mondo del lavoro, le nuove fasce sociali a rischio di povertà ma anche il mondo della produzione, le nuove filiere produttive e del sapere, costruendo un modello organizzativo capace di cogliere le dinamiche di varia natura che nascono nel territorio, al di là del singolo posto di lavoro, stabilendo nuove frontiere in cui identificare la “prima linea” del nostro agire sindacale, mettendo in gioco nuove competenze e assumendo nuove responsabilità, varando nuove politiche organizzative mirate, da sostenere con scelte formative capaci di fornire conoscenze ed abilità necessarie nell’esercizio dei ruoli di una rappresentanza rinnovata. Non cambia, pertanto, la sostanza della nostra missione;  semmai cambiano le modalità con le quali la compiamo e realizziamo.

Per quanto concerne in particolare le donne, verso cui l’Organizzazione deve continuare ad aprire ulteriori spazi di ascolto, presenza, valorizzazione e rappresentanza, è opportuno rafforzare il ruolo dei Coordinamenti Donne nella loro funzione, in sinergia con le strutture politiche, di elaborazione dell’approccio di genere, che deve permeare le politiche complessive dell’Organizzazione.

Ciò ci viene imposto dalle ormai mutate e fortemente diversificate condizioni di lavoro, dalla auspicabile spinta verso una maggiore femminilizzazione del mercato del lavoro e, soprattutto, dalla molteplicità dei ‘nuovi lavori’, per i quali occorrerà definire meglio, soprattutto evitando duplicazioni, la titolarità di rappresentanza, le competenze  e il ruolo negoziale.                                               

 

Con riferimento alla recente consultazione referendaria e al grande risultato siciliano, il gruppo dirigente tutto esprime l’esigenza di cogliere il significato più evidente del consenso espresso dai lavoratori, che va inteso anche come spinta ad accrescere i momenti di riflessione ed azione unitaria, al fine di rafforzare la capacità di rappresentanza del sindacato nel mondo del lavoro e la sua legittimazione nel ruolo di confronto e concertazione fra le parti.

 

Va altresì rafforzato, a parere dell’Assemblea, il ruolo dei servizi. Questo va rivisitato, per fare di tanti servizi ed associazioni un solo sistema integrato, capace di conservare lo spazio di mercato che ha occupato e di recuperarne altro, in grado di generare nuovi spazi di servizio in favore di un proselitismo più efficace, fortemente portato a rispondere alle vecchie e nuove  esigenze espresse dai lavoratori iscritti. Un sistema, insomma, che faccia della sua azione un pezzo importante della visione complessiva della CISL e soprattutto funzionale alle scelte che la nostra organizzazione deve compiere.

 

Sugli accorpamenti, il gruppo dirigente siciliano sostiene la necessità che vadano recuperate tutte quelle indicazioni ed elaborazioni che portano verso una semplificazione della rappresentanza, pur nella difficoltà di un percorso complesso e difficile, ridisegnando, se necessario, anche le aree delle competenze e della rappresentanza, nella convinzione che occorrerà privilegiare non tanto i rappresentanti quanto i rappresentati. A  tale proposito, pur nella consapevolezza della complessità del problema, occorrerà definire, in tempi compatibili con i ritmi di trasformazione della realtà, i sistemi a rete, la filiera della conoscenza, le questioni ambientali collegate all’energia, il comparto sicurezza con riferimento specifico a corpi ed attività omogenei fra di loro, ivi comprese le attività di tutela e salvaguardia  del territorio.

 

Per quanto riguarda i pensionati, l’Assemblea esprime l’esigenza, fuori da qualsiasi preclusione, di un dialogo aperto, nella consapevolezza che non si tratta di stravolgere il codice genetico della CISL, ma di tenere presente la composizione dell’Organizzazione in riferimento alle dinamiche che i percorsi di trasformazione sociale ed economica stanno determinando e, dove c’è lo spazio, rivedere le regole anche attraverso il necessario processo di maturazione e di rappresentanza.


L’Assemblea ritiene, altresì, che sia necessaria una riflessione sui principi che devono garantire i processi democratici interni, nella formazione del gruppo dirigente, per il necessario rinnovamento rispetto a quanto sta avvenendo intorno a noi, con la consapevolezza che per costruire il Sindacato nuovo occorre garantire il diritto di cittadinanza a tutti e soprattutto il “diritto di cittadinanza alle idee”.

 

Il gruppo dirigente siciliano auspica, infine, che l’Assemblea Nazionale che si celebrerà a novembre, in consonanza con il dibattito forte e appassionato che ha caratterizzato la tornata assembleare in tutti i territori, sia l’occasione di una coerente riflessione sui temi riferiti agli assetti organizzativi, capace di elaborare le premesse per un cambiamento ormai necessario.

 

L’assemblea approva all’unanimità il presente documento