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di Nino Amato segretario
generale Cisl Sicilia
Esattamente un anno dopo, per
rifare il punto della situazione. L'incontro di "Rifreddo", tra la segreteria
confederale nazionale e i vertici delle sette Usr Cisl del Sud (Basilicata, Calabria,
Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), ci riempie d'orgoglio e costituisce, a un
tempo, una sollecitazione a continuare sulla strada che imboccammo tutti assieme a Palermo
un anno fa.
Allorchè, per la precisione, fu infranto per la prima volta, per iniziativa delle
organizzazioni meridionali della Cisl, il tabù della rigidità (metafisica diremmo) dei
minimi del salario.
Allora, facemmo appello alla logica delle convenienze ad investire e della crescita
dell'economia, precisando che la deroga alle disposizioni dei contratti nazionali può
avvenire solo in cambio di lavoro aggiuntivo, deve essere un fatto a termine e collocarsi
nel solco della contrattazione e della concertazione tra le parti.
Oggi, riprendiamo il filo del discorso, per imprimere un'accelerazione a una politica che
punta all'innovazione e allo sviluppo. E proprio per questo, insiste sulla necessità in
tempi brevi di una Tremonti per il Sud e d'investimenti in infrastrutture di supporto e
nei comparti, in Sicilia specialmente, del turismo, dell'ambiente, dei beni culturali,
della ricerca, della formazione.
L'anno che ci lasciamo alle spalle ha visto, proprio in Sicilia, una straordinaria
vitalità del territorio, nel tentativo di rompere gli argini della disoccupazione.
L'elevato numero di proposte di Patto territoriale (25) ne è una riprova.
Ma anche alcuni strumenti, certo imperfetti, ma ai quali hanno contribuito le
organizzazioni sindacali, sono il segnale di un percorso in atto. In particolare, la legge
regionale 30 sulla defiscalizzazione degli oneri contributivi e la 31 sul finanziamento
alle attività artigiane.
Inoltre, sicuramente qualificante è il protocollo d'intesa sullo scioglimento degli enti
economici regionali firmato il 5 dicembre tra sindacati, imprenditori e Governo della
Regione.
Un protocollo che apre scenari nuovi, semprechè non provveda a comprometterli la crisi
istituzionale aperta alla Regione dalla maggioranza di centrodestra all'indomani delle
amministrative. Una crisi, a fronte della quale abbiamo chiesto l'immediata formazione di
un Governo a termine di larghe intese, per la celebrazione di nuove elezioni e l'adozione
dei provvedimenti prioritari, necessari a impedire il blocco di ogni attività economica e
nella società.
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