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REGIONE/RISOLVERE LA CRISI NEL SEGNO
DI UN AUTENTICO SVILUPPO
Più tempo passa, più la crisi in cui versa, ormai dal 2 dicembre, il Governo della Regione, acquista il sapore della tragica beffa. Una beffa, principalmente, per i deboli. E primi tra tutti, i disoccupati, i sottoccupati, i lavoratori precari e in cigs che a migliaia affollano la realtà isolana.
E per di più, ha un sapore amaro la crisi esplosa, e arrivata in un momento in cui il Governo Prodi dichiara di porre all'ordine del giorno del programma e del dibattito politico il tema dello sviluppo del Sud. E Cgil, Cisl e Uil raggiungono un punto significativo d'equilibrio sulla questione spinosa della flessibilità, anche salariale, per il decollo del Mezzogiorno.
Ma potrà il '98 essere anche per la Sicilia l'anno dello sviluppo e dell'occupazione ? Col chiaro di luna che è dato constatare, il dubbio è più che legittimo. Soprattutto, alla luce delle resistenze opposte nei mesi scorsi alla Regione, da più parti e da più settori di maggioranza e opposizione, a un progetto chiaro di rinascita politica e istituzionale.
Un progetto, che a parere della Cisl dovrà passare, necessariamente, per una soluzione rapida dei nodi sul tappeto. E per la formazione di un nuovo 'esecutivo di largo interesse' dei siciliani.
E' coi cinque milioni di siciliani che le forze di maggioranza e opposizione hanno assunto infatti, durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni regionali del '96, l'impegno al varo di una svolta. E svolta, significa prioritariamente un paio di cose: le riforme dell'amministrazione regionale, col recepimento delle leggi Bassanini e dei principi di delegificazione e privatizzazione; della legge elettorale, con l'introduzione del meccanismo maggioritario e dell'elezione diretta del presidente della Regione alla stregua dei sindaci di nuova generazione. E ancora, l'ammodernamento della macchina istituzionale (lo Statuto) e del regolamento dell'Ars, che consente quelli che Provenzano ha definito, con tono malinconico e bislacco, per un presidente, "arrembaggio" e "saccheggio" della manovra proposta dal Governo.
Ebbene, dove sono finite idee e verve riformatrici di maggioranza e opposizione ? Cosa rispondono su questi temi, che hanno lo spessore della prospettiva, i 90 onorevoli di Sala d'Ercole ?
E poi, c'è l'emergenza, che ha il nome in questi giorni dei catalogatori, degli articolisti, dei forestali, degli operatori della sanità. Per tutti avevamo proposto per tempo, al tavolo della concertazione regionale, soluzioni idonee e sganciate dalla provvisorietà. Non è andata, per resistenze vecchie e nuove; per le mille trappole delle paludi politiche e istituzionali.
Anche per costoro chiediamo un Governo di largo interesse. Un Governo che nasca esplicitamente per fare le riforme declamate e attese. E nelle more, sollecitiamo una legge di proroga che tamponi le emergenze esplose. La rivendichiamo con forza, assieme alla svolta di cui la Sicilia sente sempre più il tragico bisogno.
di Nino Amato
Segretario generale Cisl Sicilia
Palermo, 05.01.1998
Comunicati stampa
Archivio comunicati stampa 1996/97