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CACCAMO (PA). CISL SICILIA PROPONE

" PATTO DI LEGALITA’ " PER SICILIA

In Sicilia il 60% dei giovani è iscritto nelle liste di collocamento. Eppure, " le Banche non vanno oltre la logica delle fidejussioni per gli investimenti, e le migliaia di giovani senza lavoro, autonomo o dipendente, rischiano d’essere un serbatoio per la criminalità".

Lo ha detto Paolo Mezzio, Segretario Generale della CISL Sicilia, aprendo a Caccamo il dibattito promosso dai Confederali sul tema " Legalità per lo sviluppo", a cui hanno preso parte tra gli altri il Leader Nazionale della CGIl, Sergio Cofferati e il Presidente della Regione Angelo Capodicasa. " Occorre - ha insistito Mezzio - riformare il sistema Regionale del Credito, per favorire il calo del costo del denaro, che nell’Isola è di 6 – 7 punti percentuali in più rispetto al resto del Paese. E per far sì che l’ottantina d’Istituti siciliani favorisca l’agilità e il decollo dell’economia". Mezzio ha anche proposto un " Patto di legalità" fra Stato, Regione, Enti Locali e forze economiche e sociali, perché siano create " condizioni di sviluppo nell’Isola e sia superato l’handicap che vede più di 1/3 della forza lavoro siciliana, soprattutto giovanile, occupata in nero". Per questo, ha affermato, va riformata tra l’altro, " con una norma-quadro nazionale", la legislazione sui Patti Territoriali, per il superamento della strozzatura troppo spesso imposta dal CIPE. Il Leader Regionale della CISL ha quindi rivolto un ‘appello all’ARS e al Governo Regionale affinchè, ha auspicato, sia data concretezza alla stagione delle riforme nell’Isola e sia garantita credibilità all’Istituzione Regionale.

 

Caccamo (PA) 10/02/1999



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