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ATTIVI UNITARI DI CGIL, CISL E UIL SU "SVILUPPO E LAVORO"
SINTESI DELLA RELAZIONE D'APERTURA
"Un'iniziativa sindacale sui temi della legalità e del lavoro, per la cessazione di quella terribile ipoteca sullo sviluppo dell'Isola che è la criminalità". Così Paolo Mezzio, neo-segretario siciliano della Cisl, ha esordito stamane aprendo i direttivi unitari dei sindacati siciliani organizzati in vista della consultazione sul Patto sociale del 22 dicembre. "Penso a un contributo - ha precisato, con riferimento all'idea di un "Progetto sviluppo nella sicurezza, in Sicilia" - da lanciare entro il prossimo febbraio, per alzare la soglia del dibattito e della mobilitazione sui temi dello sviluppo nella serenità". Del resto, i recenti fatti criminosi di Vittoria non possono non destare sentimenti di ribellione e denuncia. "Ma non basta l'indignazione. Bisogna andare oltre" ha insistito. Pena, l'ulteriore rallentamento dei processi di crescita economica e sociale. In un'Isola che registra un incremento dell'occupazione dello 0,8% (di circa 10mila unità) a fronte di 21mila nuovi disoccupati.
E non è finita, ha sottolineato il segretario della Cisl, snocciolando alcune cifre "rivelatrici delle condizioni d'arretratezza dell'Isola". Prima fra tutte quella dell'esercito dei precari, che in Sicilia conta 100mila persone (tra articolisti, Lsu, cantieri di lavoro e altro), le quali contribuiscono a far schizzare verso l'alto un tasso di disoccupazione fermo al 24,3%. E per di più, ha aggiunto, nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 29 anni ben il 40% è alla ricerca di un'occupazione, così come lo è un laureato su tre, "persino, mediamente, 36 mesi dopo la conclusione del corso di studi".
Ecco perché, ha argomentato Mezzio, occorre fare del lavoro il cuore delle politiche regionali e nazionali. Alla Regione, chiediamo quindi di "modificare il Documento di programmazione economica e finanziaria in discussione, adeguandolo alle indicazioni del Patto sociale firmato a Roma da Governo, parti sociali ed enti locali". In particolare, vanno superate le incoerenze sui temi della concertazione, del turismo e dell'ambiente, della formazione, delle risorse finanziarie e dell'accelerazione della spesa per grandi infrastrutture in primo luogo". Peraltro, ben il 53% delle opere finanziate risultano bloccate o non appaltate in Sicilia, mentre sono sotto gli occhi di tutti, ha puntualizzato, i "ritardi ormai storici sulla chiusura dell'anello autostradale regionale e sulla realizzazione del doppio binario nell'Isola: appena 100 chilometri su un tracciato di 1.500".
Noi, ha quindi spiegato il leader della Cisl, riteniamo corretta l'impostazione del Patto sociale, che tra l'altro punta sull'ammodernamento della pubblica amministrazione attraverso la semplificazione delle procedure e l'innovazione delle forme organizzative. Un punto, ha rimarcato, che riguarda la burocrazia a ogni livello, compreso quello locale. Gli enti locali del resto, abbracciando la logica della concertazione, si sono impegnati a operare per garantire vivibilità alle città. Un obiettivo che nel sud in generale passa, ad esempio, per la soluzione dell'annossa questione della distribuzione dell'acqua. Basti dire che "solo il 7,2% dei comuni meridionali, ovvero 187 su 2.569, dispone del servizio di depurazione idrica ma è privo di fognature, mentre nel 47,6%, cioè in 1.225, c'è la fognatura ma non il sistema di depurazione. E poi la chicca: un 11,5% di comuni in cui mancano sia la rete fognante che il servizio di depurazione". Insomma, ha commentato Mezzio, questo gap va chiuso al più presto. Tra l'altro, pigiando sull'acceleratore degli strumenti della cosiddetta programmazione negoziata: i patti territoriali e i contratti d'area. E poi, va accresciuta la capacità di spesa delle risorse Ue e, vanno pure "attivati i contratti di programma per distretti economici da sviluppare".
Palermo, 12-1-'99
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