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RELAZIONE INTRUDUTTIVA AL CONVEGNO DI CACCAMO
di Paolo MEZZIO a nome di CGIL CISL UIL Regionale Sicilia
Cari amici, cari compagni, signori invitati, autorità,
a nome delle Segreterie Regionali di Cgil Cisl Uil, che unitamente alle Segreterie Provinciali hanno pensato di organizzare lincontro di oggi, porgo il più cordiale saluto e il ringraziamento per avere scelto di condividere con noi oggi, a Caccamo, questo momento di dibattito su delle questioni importanti e vitali, per la Sicilia intera e soprattutto, per un territorio come quello della Provincia di Palermo in cui le questioni che riguardano la sicurezza, il controllo, laffermazione della legalità in una strategia dello sviluppo sono fondamentali.
Questo è un territorio che ha visto, recentemente, ancora una volta, cadere sotto i colpi della violenza mafiosa persone per bene, impegnate con il sindacato come Mico Geraci, che ha pagato caro il prezzo di un impegno, di una speranza, di un futuro diverso.
Non è retorica rituale affermare qui, in questa sede, che il nostro impegno di oggi va nella direzione di lavorare per un cambiamento vero e reale delle cose.
Ma non posso avviare la riflessione che a nome della Segreteria Regionale di Cgil Cisl Uil mi accingo a fare senza manifestare ancora una volta allamico Carmelo Barbagallo tutta la solidarietà possibile per la vile intimidazione subita nelle scorse settimane, sicuramente per limpegno antimafia dimostrato nel corso del suo impegno sindacale.
Ieri Vittoria, oggi Caccamo, giorno 13 a Milano, cè un filo che lega le tre iniziative ed è la coerenza di un impegno del sindacato che vuole coniugare i temi della legalità, dello sviluppo, della tolleranza e della solidarietà, per favorire una prospettiva di mobilitazione e di grande coinvolgimento istituzionale, sociale, politico e sindacale.
Milano, lo sappiamo bene, non è Vittoria, come la stessa Vittoria non è Caccamo. Ma sappiamo altrettanto bene che, seppure nelle diverse chiavi di lettura, che c'è bisogno di un impegno forte per ridefinire e riposizionare in alto il cosiddetto primato del territorio sulla criminalità organizzata.
Legalità e sviluppo sono complementari.
Laffermazione della legalità è possibile se le occasioni di sviluppo e di lavoro si consolidano come del resto il lavoro e lo sviluppo possibile è realizzabile se il sindacato riesce a diventare vero e proprio presidio di legalità nel territorio e nei posti di lavoro.
Il problema non è solo determinare condizioni nuove di investimenti per ottenere situazioni positive dal punto di vista occupazionale il problema è, per noi, creare lavoro legale. Se è vero, come è vero, che più di un terzo degli occupati lavora in nero e che i metodi di reclutamento restano sconosciuti alla gran parte degli addetti ai lavori.
Stiamo vivendo una fase nella nostra Regione, e nella provincia di Palermo estremamente delicata e di passaggio.
Oggi si possono creare condizioni reali per invertire la tendenza .
Dipende dalla capacità di ognuno di noi e, soprattutto da parte dei diversi livelli istituzionali di vivere la straordinarietà del momento. E indispensabile una stabilità rispetto, per esempio, alle forme di governo ai fini della governabilità, anche in coerenza delle proposte che lo stesso sindacato ha stimolato e assecondato.
Lappello è allArs al fine di avviare una stagione delle riforme seria e credibile, per la credibilità stessa dellautonomia
regionale.
Tutto questo non è influente rispetto alla complessità delle questioni che ci troviamo davanti.
Il rischio concreto di perdere i finanziamenti previsti dal quadro comunitario di sostegno 2000 2006 relativi agli assi portanti rispetto alla politica delle infrastrutture dellambiente della formazione e riqualificazione, oltre che della valorizzazione delle risorse umane. La presenza di una gestione precaria dellamministrazione regionale rappresenta più di un rischio ma unaltra grande occasione che può essere perduta da tutti.
Il sindacato siciliano ritiene altresì che per creare condizioni positive di una vera e propria nuova frontiera per il lavoro, e per abbattere la illegalità diffusa bisogna avviare, in una azione sinergica, una radicale riforma della pubblica amministrazione in cui i ruoli, responsabilità e competenze siano ben identificati ed identificabili condizione prioritaria recepimento della Cassesse e delle Bassanini.
In tale ottica lo snellimento delle procedure autorizzative resta il punto di partenza fondamentale per avviare gli investimenti pubblici rispetto alla infrastrutturazione del territorio, della rete ferroviaria e autostradale, della tutela dellambiente e dellassetto idrogeologico del territorio.
Ma cè un problema che riguarda la scuola e la formazione, come elemento fondamentale per coniugare la domanda e lofferta presente nel mercato del lavoro, per dare una possibilità a chi vuole e non può studiare, per permeare una diffusa cultura della legalità fra i soggetti più esposti al rischio, qualcuno dice al fascino, del facile guadagno che le attività illegali garantiscono.
Come un recente studio del Censis rileva: "il reclutamento dei soldati di mafia è specificatamente orientato al mondo giovanile che vengono individuati, selezionati e qualificati, agendo nel mondo disperato della emarginazione sociale e che rappresenta unarea grigia estremamente influenzabile dal punto di vista del bisogno malavitoso".
La scuola, luniversità e la formazione professionale sono strumenti di avviamento dello sviluppo e in particolare di diffusione di quella cultura della legalità di cui si avverte la mancanza. Levasione e la dispersione scolastica, rappresenta un vero serbatoio esposto e sovraesposto al mercato che il nemico rappresentato dalla mafia e dalla droga, cerca.
Facilitare laccesso al credito per le imprese, al fine di sdradicare i fenomeni di usura ma anche il mercato dei finanziamenti illeciti attraverso, le società finanziarie di copertura che nascondono anchesse situazioni di strozzinaggio. Oggi in Sicilia il credito costa da 6 a 7 punti percentuali in più rispetto al resto del Paese, costituendo un handicap che è fatale per le piccole e medie imprese e ostacola la creazione di nuove attività economiche sane.
Sapete meglio di me che oggi gli istituti di credito danno e fanno credito e quindi finanziano, prima dellidea imprenditoriale, che offre garanzie dal punto di vista della consistenza economica e finanziaria.
Lidea, in quanto tale non viene finanziata.
Lesperienza di I. G. della stessa L. 488 andrebbero estese ed incentivate.
Tutti questi temi sono dentro il Patto Sociale dal 2 dicembre scorso, come lo erano nellaccordo del 1993 e del 1996.
Nellaccordo del settembre 1996 è scritto testualmente "al fine di assicurare il pieno successo delle iniziative e di creare unambiente favorevole per nuovi investimenti, in particolare nel Mezzogiorno dItali, il Governo e le parti sociali riconoscono la straordinaria importanza del ripristino della legalità e concordano con le azioni formulate dal Cnel sul rapporto tra legalità impresa accesso al credito occupazione.
Quindi la necessità di creare le opportunità sul territorio, consentire alle nuove generazioni di scommettere su se stessi e vincere insieme una battaglia condotta con onestà, nella legalità, con un lavoro dignitoso, che garantisca unalternativa seria al baratro della disoccupazione che da noi tocca punte non più tollerabili. Ma la prevenzione va accompagnata, o meglio, preceduta da una continua, forte azione repressiva che passa inesorabilmente dal necessario, tanto conclamato, coordinamento tra le forze dellordine, che, come dice un recente documento del Siulp, ha bisogno di investimenti lungimiranti nella sicurezza, in uomini e mezzi, imboccando anche la strada dellutilizzo sociale dei beni mafiosi confiscati. Unazione da condurre in un ambito moderno dei sistemi di sicurezza pubblica, capace di sostenere i processi di sviluppo attraverso a un costruttivo rapporto tra la polizia e la gente.
LItalia è il Paese che in Europa ha il più alto rapporto tra prodotto interno lordo e finanziamento pubblico per il mantenimento delle forze preposte allordine pubblico, eppure, come più volte denunciato, il 98% dei furti resta impunito e l80% dei reati privo di colpevoli.
Quindi, da qui, la necessità di dotare il territorio della nostra regione in cui 60% dei giovani risulta essere iscritto nelle liste di collocamento, in cui il mondo del precariato diffuso ha raggiunto livelli insopportabili ed intollerabili, in cui la specialità della regione rappresenta più un vincolo che non una risorsa, di un grande progetto di sviluppo che tenga conto delle pecularietà specifiche che il territorio ha in se. La disoccupazione non può continuare ad essere un semplice, gelido dato statistico. Tra Belluno e Francavilla cè un abisso che non è solo economico ma anche culturale e storico.
Quindi è necessario un accordo capace di mettere assieme le forze sindacali, istituzionali, imprenditoriali e dellordine per ridefinire un chiaro percorso di sviluppo e di speranza per i giovani.
Un accordo in cui le prospettive di sviluppo da individuare vadano in tutte le direzioni, della valorizzazione delle risorse peculiari della regione, ai fini di un progetto comune che leghi società civile ed istituzione.
In tale contesto la stessa valorizzazione dei Patti Territoriali, può essere lesempio di una metodologia di azione concertata, nella prospettiva di uno sviluppo. Come è necessario un controllo più puntuale delle dinamiche che si muovono allinterno del mercato del lavoro, oggi sempre più la rappresentazione di un ambito in cui si manifestano sempre con maggiore frequenza le incursioni inquietanti di quei predoni che facendo leva sul bisogno della gente creano occasioni anomale, tanto per usare un eufenismo, di nuovi rapporti di lavoro.
Un Patto di legalità, quindi capace di come dice qualcuno, blindare le coscienze, in cui ognuno si assume le responsabilità che istituzionalmente gli consentono.
Un accordo blindato, per alzare largine delle coscienze contro la criminalità, per fare della Sicilia una terra in cui il lavoro non sia più il privilegio di appena più di ¼ della popolazione.
Togliere ogni alibi a tutto ciò che impedisce le nuove possibilità di investimento che attraverso il protocollo della legalità ed il lavoro crei condizioni nuove di convenienza e di sviluppo.
Noi immaginiamo unintesa fra istituzioni e società, tra lo Stato e la Regione, gli enti Locali, le forze sindacali e imprenditoriali che deve creare le condizioni per canalizzare verso lIsola risorse nazionali ed europee, a partire da quelle già destinate a fondere legalità e lavoro.
Per fare questo è necessario alzare la soglia della sicurezza e spingere in avanti i processi di sviluppo.
Questo è il senso della mobilitazione lanciata da Vittoria, oggi a Caccamo, sabato prossimo a Milano è tutto in questa prospettiva.
Da sola la mobilitazione sindacale non basta.
Il decollo delleconomia ha bisogno del concorso di tutti che che deve partire dallefficienza della Pubblica Amministrazione, alla qualità del credito a un processo difficile ma necessario di ammodernamento anche delle coscienze.
Noi riteniamo che su questa base, limpegno che il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione possano mettere in campo come primi firmatari dellintesa può caratterizzare questa nuova stagione di grande impegno e di cambiamento.
Un grande progetto di sviluppo nella sicurezza.
A Vittoria uno degli intervenuti ha detto: "il vero nemico di chi lotta giorno per giorno contro la criminalità mafiosa è lo stato di solitudine in cui corre il rischio di trovarsi".
Noi riteniamo che fatti gravi come quelli che a Caccamo sono successi, le intimidazioni come quelle subite dallamico Carmelo Barbagallo, credo per la continuità di un impegno contro ogni tentativo di sopraffazione, non possono non trovare altrettanto forte impegno e tanta solidarietà da parte nostra.
Noi se stiamo assieme vinceremo questa grande battaglia di giustizia e di libertà e di democrazia per noi e per
i nostri figli.
Caccamo, 10.02.1999
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