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PATTO PER IL MEZZOGIORNO
Le regioni meridionali alle soglie del terzo millennio
L'impegno dei Sindacato
Equità, competitività, flessibilità
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Incontro delle Segreterie Regionali Cisl delle Regioni Meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia) tenutosi in Potenza- Rifreddo nei giorni 09/10 dicembre 1997. |
Le Cisl meridionali, con lincontro odierno, riconfermano gli impegni assunti a Palermo il 10 gennaio 1997 in ordine alla necessità di rilanciare le questioni irrisolte del Mezzogiorno attraverso la predisposizione di apposite "convenienze localizzative", che concretizzino in tempi ravvicinati gli impegni dellintesa sottoscritta il 1° novembre 1997 tra Governo e CGIL CISL UIL nazionali.
I percorsi individuati e gli impegni assunti hanno affermato la importanza strategica delladozione di strumenti di flessibilità nei mercati del lavoro delle regioni meridionali e di norme coerentemente dimensionate alle specificità del territorio delle Regioni meridionali.
Lesperienza maturata riafferma la necessaria funzione di protagonismo responsabile della Cisl del Mezzogiorno, che nellincontro odierno riconferma la prassi concertativa adottando idonee politiche e strumenti di promozione, accelerazione e sostegno (Patti Territoriali- Contratti dArea - Accordi di Programma), per lequilibrato posizionamento dei processi di sviluppo del territorio meridionale.
Le Cisl Meridionali registrano, con crescente preoccupazione, il grave stato di disoccupazione che si attesta, malgrado gli sforzi compiuti, ad una media del 21-22%, e rilanciano lallarme sociale per la mobilitazione di tutto il sindacato e delle parti più sensibili della società organizzata.
La priorità assoluta su cui rinnovare limpegno della Cisl è lOccupazione che deve superare la configurazione di tipo assistenzialistico per definirsi in termini produttivi e duraturi, superando le insufficienze delle attuali misure di intervento oltre gli steccati della precarietà istituzionalizzata.
Le Cisl Meridionali affermano che lattuale struttura dellintervento pubblico si rivela insufficiente negli obiettivi di promozione dello sviluppo e del lavoro e conseguentemente ne chiedono una profonda revisione determinando lulteriore semplificazione delle procedure e completando i processi di delegificazione negli ambiti della riforma della Pubblica Amministrazione.
Le Segreterie Regionali individuano nei nuovi scenari europei e mediterranei la nuova prospettiva progettuale per le regioni meridionali che, superando lattuale approccio residuale, individua nellattuale ampliamento delle frontiere il focus delle nuove opportunità destinato a riallineare le realtà del Mezzogiorno alle prospettive di proiezione dellItalia e dellEuropa.
Le regioni meridionali vanno riposizionate nel nuovo contesto europeo e mediterraneo trasformando lattuale emergenza in risorsa, i fattori di incertezza in strumenti di processo, per superare la condizione di marginalità allinterno del sistema Italia e risvegliare nel Mezzogiorno funzioni connettive di relazione transnazionale e di decongestione socio-economica nei flussi di scambio con i paesi oltre mediterranei.
Le Cisl meridionali ritengono ineludibile un ribaltamento dellattuale approccio delle politiche di intervento per le aree deboli del paese, ad oggi meramente enunciativo, verso un approccio quali-quantitativo per superare gli squilibri presenti nelle aree meridionali rispetto al resto del paese.
Va rafforzata, di conseguenza, una moderna capacità di analizzare gli obiettivi delle politiche e misurarne gli effetti sulla occupazione, e di valutare gli strumenti adottati nei diversi livelli:
- dagli indirizzi comunitari al governo nazionale
- dalla programmazione regionale alle attuazioni locali.
Le Cisl meridionali indicano come obiettivo il massimo della valorizzazione, in loco, delle risorse umane ed il dimezzamento dellattuale tasso di disoccupazione al Sud entro la fine di questo secolo.
Lambizioso traguardo va conseguito adeguando gli attuali standard dei sistemi di produzione e diffusione della cultura e dei saperi.
La realizzazione di questo obiettivo impone lulteriore rafforzamento del metodo concertativo anche negli ambiti delle politiche di promozione e sostegno della nuova imprenditorialità, nei programmi di riadeguamento delle imprese verso i nuovi scenari di mercato, al fine di incentivare tutti i processi di occupabilità (convenienze, nuovi insediamenti produttivi ed azioni formative che valorizzino il ruolo degli enti paritetici bilaterali).
Le grandi opzioni da adottare per realizzare questo obiettivo passano per:
Le Segreterie Regionali si impegnano a ricercare le opportune e necessarie convergenze con i gruppi dirigenti meridionali di CGIL e UIL che, nella prospettiva di raccordo unitario nazionale, definiscano una strategia per il rilancio del mezzogiorno nei nuovi scenari della politica nazionale e delleconomia europea.
Propongono listituzione di un sistema permanente di monitoraggio degli effetti sulle azioni e sulle politiche di sviluppo, che garantisca anche lesercizio dei poteri sostitutivi, superi incapacità progettuali e precarietà politiche e ridefinisca lindividuazione di nuovi parametri ai quali ancorare lintervento comunitario, nella riprogrammazione dei fondi strutturali nel Quadro Comunitario di Sostegno.
A tal fine le Segreterie Regionali CISL meridionali propongono, di intesa con la Segreteria Confederale, per il gennaio prossimo in Sardegna unAssise delle strutture unitarie CGIL CISL UIL del Mezzogiorno che alla presenza dei Segreteri Generali Confederali Nazionali definisca limpegno del Sindacato sui contenuti programmatici delineati ed apra limmediato e contestuale confronto con le parti datoriali ed il Governo nei livelli Nazionale e regionali.
Potenza 10 dicembre 1997
Antonio Papaleo Basilicata
Enzo Damiano Calabria
Nicola Martino Campania
Augusto Bernardi Molise
Enzo Giase Puglia
Antonino Uda Sardegna
Nino Amato Sicilia