CISL SU FIACCOLATA ANTIBOSS/A DON SACCO:

TI SIAMO VICINI

E MEZZIO PROPONE UN "PROGETTO SVILUPPO NELLA SICUREZZA"

Un messaggio a don Beniamino Sacco, il prete-coraggio di Vittoria (Ragusa), e la proposta d'un "Progetto sicurezza" ai Governi nazionale e regionale, sono stati lanciati oggi da Paolo Mezzio, neo-segretario generale della Cisl Sicilia, in occasione della fiaccolta antiboss organizzata dal piccolo comune del ragusano e dalle forze sociali, a pochi giorni dalla 'strage del bar' che ha visto, proprio a Vittoria, l'assassinio di cinque persone. A don Sacco, che è stato oggetto di minacce per la disponibilità dichiarata, a poche ore dall'eccidio, a fronteggiare a viso aperto la criminalità, Mezzio ha rivolto parole di solidarietà e stima. "Il suo gesto di coraggio - ha detto - merita apprezzamento. Per questo, sappia che il mondo del lavoro non la lascerà solo. Il movimento sindacale è pronto ad accrescere la mobilitazione affinché al primo punto all'ordine del giorno dei Governi nazionale e regionale siano posti, assieme, i temi dello sviluppo e della legalità in Sicilia". Per questo proponiamo, ha continuato, rivolgendosi al presidente della Regione Capodicasa, al premier D'Alema e al ministro dell'Interno Jervolino, "l'attuazione in tempi brevi all'intero territorio siciliano di un 'progetto sicurezza' sul modello di quello varato di recente per l'area di Siracusa-Gela e per una ventina di centri di altre quattro regioni del sud: Campania, Puglia, Calabria e Sardegna". Dovrebbe essere lanciato, cioè, un "Progetto sviluppo nella sicurezza, in Sicilia", che dovrebbe avvalersi di fondi regionali, nazionali e Ue.

Il progetto, in pratica, dovrebbe garantire, ha precisato il leader siciliano della Cisl, così come previsto tra l'altro da recenti elaborazioni del Cnel, un "circolo virtuoso sicurezza-investimenti-occupazione, attraverso l'innalzamento della soglia della sicurezza pubblica".

Pertanto, bisognerebbe prevedere il "controllo tecnologico e programmato, ma non la militarizzazione del territorio regionale"; bisognerebbe organizzare una rete di trasmissione digitale di messaggi e informazioni; piazzare, in particolare lungo le autostrade e le principali arterie siciliane, un sistema di telecamere intelligenti basato sulla lettura ottica di codici alfanumerici, per l'identificazione rapida, ad esempio di veicoli appartenenti a liste segnalate. Infine, si dovrebbe investire sulla formazione e nel coinvolgimento al progetto delle forze sociali, degli enti locali, delle scuole e delle maestranze. Il presupposto della proposta che avanziamo, ha argomentato Mezzio, è nella constatazione che "l'aver a più riprese, in questi anni, infranto il muro dell'omertà nell'Isola, serve a poco se le istituzioni e le forze vive della società non sapranno sottrarre alla mafia ogni spazio e opportunità". Per questo, occorre lavorare affinchè "la società si riappropri in tutto del territorio, e sappia coniugare democrazia, occupazione e serenità".

Palermo, 8-1-99



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