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di Umberto Ginestra

Partirà in queste settimane la campagna d’autunno del Forum trapanese del sociale, l’intesa <<tra esperienze impegnate nel volontariato organizzato e nell’associazionismo>> sorta nel dicembre ’98 e disciplinata dalla Carta costitutiva in 14 punti del 4 maggio. Ne ha dato notizia il segretario provinciale della Cisl, Salvatore Mancuso, che ha lavorato all’aggregazione nel Forum di ben 17 sigle. Oltre alla Cisl, ne fanno parte le Acli, il Wwf, l’Aido, Amnesty International, la Compagnia delle Opere, la Confartigianato. E ancora, Confcooperative, Consulta delle Associazioni, Tribunale per i diritti del malato, Charitas, Mcl, Ampi Orizzonti (onlus), Fiadda, Accademia Europea delle Scienze, Consulta comunale femminile e Unione Italiana Ciechi.

Undici i settori e i temi indicati come prioritari per l’intervento, che tenderà a <<rendere concreti ed esigibili i diritti di cittadinanza dei più deboli e bisognosi>> attraverso <<idee-progetto>> da realizzare con la concertazione. Eccoli, per titoli: centri storici, tutela sociale, sussidi, ambiente, artigianato, agricoltura, lavoro, salute, cultura, volontariato, racket e usura.

Ma, spiega Mancuso, <<partiremo con iniziative che porteranno al centro dell’attenzione della comunità e degli enti locali tre questioni nodali>>: quelle della vivibilità, a cominciare dal recupero dei quartieri degradati di San Giuliano, Villa Rosina e Cappuccinelli; della valorizzazione delle risorse naturali e culturali, che a Trapani vuol dire in primo luogo l’integrazione tra la città e i 100 ettari del Parco cittadella della salute, un ex manicomio che va reso fruibile, ad esempio con l’impianto d’attività artigianali e commerciali. E poi, insiste l’esponente Cisl, va data concretezza al diritto alla salute, che per i 100mila abitanti della Città delle saline deve poter dire, in particolare, <<l’istituzione di centri trapianti per fronteggiare le emergenze e la possibilità di ottenere ecografie e tac in tempo reale>> senza attendere, come accade ora, più o meno un anno.

Insomma, una sorta di campagna d’autunno, quella che il Forum ha in cantiere per le prossime settimane. Una strategia che marcerà sulle gambe d’un <<portavoce>> che, precisa la Carta costitutiva, <<rimane in carica un anno ed è rieleggibile>>. Sarà lui il titolare della <<rappresentanza esterna>> dell’associazione. Che dovrà approvare, anche, un regolamento che articolerà in concreto la vita del Forum. Un luogo di confronto, consultazione e progettazione, puntualizzano i documenti assembleari, che opererà pure da <<osservatorio del sociale>>, come <<elemento critico>> del sistema politico tradizionale.


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