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D'ALEMA IN SICILIA/ MEZZIO (CISL)
ECCO COME PENSIAMO ALLO ''SVILUPPO NELLA SICUREZZA''
L'INVIO DEI MILITARI? IN DEMOCRAZIA E' UN'ECCEZIONE
In Sicilia il 988 dei furti resta impunito e, in media, 1'808 dei reati privo di colpevoli. E spesso, si tratta di atti criminosi ''che inibiscono le potenzialità dell'imprenditoria''. Per questo, va attuato un ''Progetto di sviluppo nella sicurezza'' che coniughi legalità e lavoro attraverso fondi regionali, nazionali e UE. Così Paolo Mezzio, segretario della Cisl Sicilia, s'e' rivolto stamane al presidente del Consiglio Massimo D'Alema, in visita nella regione. Nel '98, ha informato Mezzio, solo nelle tre città metropolitane dell'Isola, Palermo, Catania e Messina, sono stati registrati 73 omicidi, 4.424 rapine e 64 estorsioni. Pertanto, a fronte di questa minaccia, e in una realtà che conta 100mila precari e ben il 53% delle opere finanziate, bloccate o non appaltate, occorre ''osare qualcosa di più del semplice invio di militari. Che in una democrazia non può essere la regola ma un fatto eccezionale ". Ciò che proponiamo, ha quindi aggiunto Mezzio, e' la ''messa a punto di un disegno per l'Isola che s'avvalga del positivo bilancio di alcune esperienze-pilota": nell'area Siracusa-Gela e in una ventina di centri di quattro regioni del sud, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna. Un'operazione in grado di frenare le pressioni della micro-criminalità e pure le ambizioni malsane dell'industria mafiosa che realizza ogni anno, a spese della crescita economica e civile, un fatturato di 70mila miliardi pari, secondo l'Antimafia, al 4% del Pil nazionale. Il progetto dovrebbe, in pratica, garantire il "controllo tecnologico e programmato, ma non militarizzare il territorio regionale" organizzare una rete di trasmissione digitale di messaggi e informazioni; piazzare, in particolare lungo le autostrade e le principali arterie della regione, un sistema di telecamere intelligenti basato sulla lettura ottica di codici alfanumerici per lidentificazione rapida, ad esempio, di veicoli appartenenti a liste segnalate.
Infine, dovrebbe investire sulla formazione, facendo leva tra l'altro sul contributo finanziario regionale, e coinvolgere le forze sociali, gli enti locali e il mondo della scuola. Il presupposto della proposta che avanziamo, ha quindi sottolineato Mezzio, è che ''in assenza di un disegno complessivo che consolidi, sul terreno della democrazia, il circolo virtuoso sicurezza-investimenti-occupazione-sviluppo, finirà con l'essere vano ogni sforzo, pur importante, proteso ad abbattere la cultura della mafia e dell'omertà, e a catturare i grandi latitanti e i superboss ''. Anche se, ha aggiunto, ''e' altrettanto vero che il decollo economico e sociale dell'Isola implica una serie di altre, urgenti, riforme strutturali: dal credito alla burocrazia alla scuola all'universita''. E' il complesso di questi interventi che può mettere in moto, infatti, un processo duraturo di sviluppo nella legalità.
Palermo, 1 feb - 1999
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