CISL SICILIA


PICCOLE IMPRESE; MEZZIO (CISL):  DANNO LAVORO MA RISCHIANO CHIUSURA. NECESSARI I CONSORZI

I due terzi circa delle imprese che ogni anno chiudono i battenti in Sicilia, nella stragrande maggioranza sono piccole e medie imprese ‘’costrette alla cessazione d’attivita’ perche’ non trovano nessuno disposto a rilevare l’azienda’’. Eppure negli impianti di piccola e media dimensione sono concentrati i tre quarti degli occupati nei vari settori dell’economia della regione. Dunque, nell’Isola il peso economico e sociale delle Pmi e’ ‘’particolarmente rilevante’’. La tesi l’ha sviluppata Paolo Mezzio, segretario generale della Cisl Sicilia, che nel pomeriggio di oggi ha aperto a Palermo, a nome di Cgil, Cisl e Uil, il convegno nazionale dal tema ‘’Artigianato: nuovi strumenti per lo sviluppo e l’occupazione’’. E l’artigianato, ha commentato Mezzio, ha un ruolo centrale tra le piccole e medie imprese. La terapia per lo sviluppo delle Pmi, ha argomentato il sindacalista, implica un duplice binario d’interventi regionali: a sostegno dei consorzi tra aziende; e nella direzione di una serie di riforme. In particolare quella per l’ammodernamento della pubblica amministrazione, che ‘’al momento e’ piu’ una palude che una palestra dello sviluppo’’. E quelle per la fissazione dei ‘’tetti massimi per i tempi delle autorizzazioni’’; per la diffusione degli sportelli unici; per la tutela degli ambienti di lavoro e per l’introduzione di misure di fiscalita’ di vantaggio. Ma, ha sottolineato Mezzio, occorre anche ‘’andare oltre alla logica meramente ragionieristica delle politiche per l’economia’’, che esprime ad esempio la 488. Ed e’ necessario che istituzioni e parti sociali concertino ‘’lungimiranti politiche di formazione’’.

Palermo, 2/12/1999



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