.gif)
GOVERNO; DANTONI: CHIEDIAMO UNA SVOLTA PER IL SUD E UNA LEGGE ELETTORALE CHE LEGHI PLURALISMO E STABILITA
Il Governo deve svoltare. Deve promuovere una nuova politica per il Sud. Noi, lo terremo sotto pressione. Sergio DAntoni, leader nazionale della Cisl, ha concluso cosi il consiglio generale del sindacato siciliano, svoltosi stamane a Palermo. Il sindacato, ha detto, parlando da un pulpito sul quale si sono succeduti anche Raffaele Bonanni, segretario confederale e Paolo Mezzio, numero uno in Sicilia della Cisl, intende lanciare un altola. E il 2000 sara lanno del completamento della svolta che abbiamo avviato nel 99. Una svolta che intende fare dei lavoratori, a partire dal 29 gennaio, data della manifestazione cislina delle cento citta, i protagonisti del cambiamento che il mercato sta vivendo. E vero, ha quindi osservato DAntoni, che nel Paese e partita una ripresina. Ma e altrettanto vero che il Mezzogiorno e ancora troppo lontano dalle aree forti del Nord. E dunque dellEuropa. Da qui la necessita di strategie e programmi nuovi per il Sud. E di progetti politici nuovi. Tra laltro, ha notato DAntoni, va sciolto il nodo elettorale. Il punto pero non e tanto maggioritario si o maggioritario no. Il bipolarismo e la democrazia dellalternanza non sono in discussione. Cio che suscita perplessita e il tipo di riforma elettorale che da vari settori e chiesta. E che a noi appare piuttosto fonte di trasformismo e apatia. Noi vogliamo un maggioritario che sia in grado di coniugare pluralismo e stabilita.
Uniniziativa straordinaria del sindacato siciliano e stata annunciata invece, in apertura del consiglio regionale Cisl, da Mezzio, secondo il quale il Governo Capodicasa deve ripensare a programmi e tassi di crescita. Ha ipotizzato un tasso del 6%, ma e insufficiente. Per portare lIsola ai ritmi di sviluppo del Nord, il tasso dincremento dovrebbe essere del 7-8%. Cioe doppio rispetto a quelli del settentrione. Dunque, serve unaccelerazione, ha commentato Mezzio, tra laltro sul fronte delle infrastrutture. Fatta 100 la dotazione infrastrutturale italiana, la Sicilia ha, ha informato, infrastrutture economiche (cioe sistemi di collegamento e comunicazione) pari a 67,1, e sociali (vale a dire scuole, ospedali, teatri) pari a 66,3. E gli estremi della forbice sono citta come Caltanissetta e Trieste. Luna ha infrastrutture economiche pari a 16,7, laltra calcolate in 188. Insomma, ce un abisso - ha tuonato il segretario Cisl - che separa Sud e Nord. Per questo occorre un colpo di reni dellesecutivo regionale. E invece tocca assistere a spettacoli come quelli offerti allArs sullautonomia scolastica, e a decisioni come quella di creare altri 4.000 precari nei beni culturali. Scelte che non hanno nulla del rinnovamento che a parole si proclama, ha affermato Mezzio. Da qui la politica cislina nei mesi avvenire, che sara in linea con la mobilitazione sindacale sulla scena nazionale.
Palermo, 23/12/1999