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MEDIOCREDITO-BDS.

ZANCLA (CISL) SU ASSETTO INTERNO E INTERPELLANZE E INTERROGAZIONI

No a un amministratore delegato con poteri accentrati, sė a un comitato esecutivo ‘’come previsto dall’articolo 19 dello statuto dello scorso agosto’’. Ad avanzare la richiesta stamane la Cisl, per bocca del segretario regionale della Fiba, Gigi Zancla. Oggetto delle rivendicazioni sindacali il Mediocredito-Bds per la cui acquisizione da parte di Bancaroma la Banca d’Italia pochi giorni fa ha acceso, dopo il Tesoro, il disco verde. L’articolo 19 dello statuto del Banco, asserisce Zancla, non obbliga alla designazione di un amministratore delegato ma consente al cda di nominare, letteralmente, ‘’un comitato esecutivo di cinque membri, determinandone i poteri. Del comitato esecutivo – recita la norma – fanno parte di diritto il presidente e l’amministratore delegato, se nominato’’. Dunque, afferma la Cisl, un’architettura istituzionale con un consiglio, un presidente e un comitato esecutivo, a cui affiancare il direttore generale, e’ da ritenere sufficiente e idonea a far fronte alle esigenze dell’azienda e della regione. Anche perche’, insiste il sindacato, realizzerebbe ‘’l’equilibrata distribuzione dei poteri tra i soci’’, Bancaroma, Fondazione e Regione, permettendo a quest’ultima di esercitare una duplice funzione. E cioe’, precisa Zancla, la funzione politica, d’interesse generale, e quella tecnica, di valutazione delle scelte del prossimo piano industriale.

Ma la Cisl esprime anche ‘’preoccupazione’’ per i due quesiti sulla vicenda Bds presentati pochi giorni fa al Parlamento nazionale e a quello regionale. E sollecita ‘’l’immediata risposta di Palazzo Chigi e Palazzo d’Orleans’’. Il primo, un’interpellanza, ricorda Zancla, firmata da una decina di parlamentari del Polo con in testa Carmelo Carrara (Ccd), e’ rimasto finora sconosciuto ai piu’. Apre una serie d’interrogativi sulle reali intenzioni di Bancaroma: circa l’ipotesi di trasferimento a Milano del cuore finanziario dell’istituto; sul ‘’dimezzamento’’ della direzione generale di Palermo, con lo spostamento a Catania di funzioni e personale. Ancora, sulla ventilata vendita d’immobili ‘’prestigiosi’’ di proprieta’ del Bds, come Palazzo Branciforti a Palermo e le sedi storiche di Roma, Venezia, Milano, Torino e Genova. Infine, rende ancora noto Zancla, sulla ventilata ‘’cessione di buona parte delle filiali’’ del centro-nord e del relativo personale. Ipotesi, rimarca la Cisl, cui non puo’ far seguito il silenzio dell’esecutivo, come pure per le domande poste all’Ars dall’interrogazione di Giuseppe Pignataro (Ds). ‘’Assieme a Pignataro - commenta Zancla – aspettiamo di sapere se e’ vero che l’ex amministratore delegato Cesare Caletti nel ’98, all’atto della risoluzione del suo rapporto col Bds, incasso’ dall’azienda somme a tanti zeri aggiuntive a quelle previste dal contratto’’. Se cosi’ e’ stato, chiede quindi la Cisl, ‘’il suo eventuale ritorno, comportera’ la restituzione di quelle ingenti somme?’’.

Palermo, 6/12/1999


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