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di Umberto Ginestra

Palermo ‘’Un fatto in sé importantissimo, al di là del metodo seguito e dell’assenza di confronto con le parti sociali’’. Ma il punto è un altro. E cioè, che scelte politiche e condotte amministrative siano coerenti, alla prova dei fatti, coi contenuti dell’intesa’’. Paolo Mezzio, segretario della Cisl Sicilia, commenta così la firma a Palazzo Chigi, a Roma, della ventina di cartelle dell’<<Intesa istituzionale di programma tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale siciliana>>. Un documento sottoscritto, in una cornice di particolare solennità, dal vicepresidente del Consiglio Mattarella e dal presidente della Regione, Capodicasa. Un ‘’rapporto’’ dal valore strategico in cui sono indicate, in una logica di programmazione, le procedure da utilizzare nel periodo 2000-2006 per l’impiego delle risorse ordinarie e straordinarie, nazionali e comunitarie, destinate alla Sicilia.

In pratica, oltre 20.000 miliardi da spendere lungo sedici assi: trasporti, approvvigionamento idrico e risanamento delle acque, energia, risorse umane e formazione professionale, ricerca scientifica e tecnologica, sviluppo locale, aree urbane, difesa del suolo e protezione della fascia costiera. E ancora, aree naturalistiche, gestione dei rifiuti, beni culturali, turismo, sistema agroalimentare, reti della comunicazione, sanità e pari opportunità.

Insomma, una specie di summa che non ha mancato di suscitare le perplessità del sindacato il quale ha chiesto a caldo, con una qualche ironia, di conoscere <<i criteri con cui i contenuti dell’intesa sono stati individuati>>, dato che per la loro selezione <<il Governo di centro-sinistra non ha ascoltato le parti sociali>>.

Ma il segretario della Cisl getta acqua sul fuoco, e dal piano del metodo sposta il tiro su quello delle <<scelte concrete e coerenti>>, come dice. E precisa: noi desideriamo che l’intesa non resti un libro dei sogni. E per questo è necessario, tra l’altro, che si proceda subito al recepimento della legge Galli sulla gestione delle risorse idriche e ‘’all’individuazione degli ambiti territoriali ottimali’’; al varo dei piani regionali dei trasporti e per lo smaltimento dei rifiuti; al disinquinamento delle aree a rischio; al rilancio della formazione e alla valorizzazione dell’offerta di turismo. Priorità senza cui, afferma il leader cislino, l’intesa verrebbe a mancare di reali contenuti.

E’ per questo che occorrono anche, aggiunge, la riforma elettorale e della pubblica amministrazione per ottenere efficienza e stabilità istituzionale. E il concreto lancio del progetto sicurezza, per combattere ogni forma di criminalità.

da "Conquiste del Lavoro"


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