Mozione Congressuale della CISL Sicilia
LVIII° Congresso della CISL Sicilia, tenutosi il 18 e 19 maggio 2001 presso lHotel Zagarella, ascoltata la relazione del Segretario Generale Paolo Mezzio che ha delineato gli attuali scenari in cui lOrganizzazione è chiamata a svolgere un rinnovato ruolo e nuove azioni di rappresentanza; ascoltato lintervento del Segretario Confederale Raffaele Bonanni e le conclusioni del Segretario generale Savino Pezzotta, recependo le riflessioni e le sollecitazioni emerse dal ricco ed ampio dibattito svoltosi durante i lavori assembleari
le relazioni ascoltate, le
principali linee tematiche e gli elementi propositivi complessivamente emersi,
considerandoli fattori di prospettiva nonché indicazioni programmatiche che dovranno
impegnare il futuro gruppo dirigente della CISL Regionale, nellelaborazione di
strategie ed obiettivi dellazione sindacale, per la durata del prossimo mandato
congressuale.
Il Congresso Regionale ribadisce:
la centralità del Mezzogiorno, nel dibattito politico e nellazione di elaborazione progettuale di soluzioni ai problemi del Paese, sottolineando la necessità di recuperare il divario socio economico fra le diverse aree territoriali e chiedendo al Congresso confederale di assumere tale questione come priorità strategica di livello nazionale;
la solidarietà, intesa come orientamento valoriale che deve informare qualsiasi progetto, sia politico che sindacale, di riscatto da ogni forma di arretratezza o ritardo nello sviluppo economico e sociale, nonché qualsiasi disegno di assetto federalista dello Stato italiano;
la necessità di sostenere lo sviluppo inteso in tutte le sue forme, sia come ampliamento della base produttiva, sia come crescita dei livelli occupazionali, sia come valorizzazione delle risorse umane, culturali, tecniche e naturali, secondo progetti e formule che permettano di elevare il livello delle condizioni e della qualità di vita e di lavoro per il maggior numero possibile di persone, sia in ambito nazionale che in ambito regionale;
il recupero dei ritardi che il Mezzogiorno ancora sconta nelle sue condizioni socio economiche, soprattutto facendo sì che, grazie alla pratica della concertazione, della contrattazione e del confronto fra sindacato, istituzioni ed imprese, si possa concretizzare un regime di convenienze tale da rendere il Mezzogiorno e la Sicilia un contesto con un elevato grado di attrattiva dei capitali, delle risorse e competenze tecnologiche, di quei fattori imprenditoriali che possano dare una spinta decisiva ad uno sviluppo locale fondato sulle vocazioni del territorio, sullimpiego e la crescita qualitativa e quantitativa del capitale umano disponibile, nonché delle risorse endogene ancora poco sfruttate e valorizzate.
Il Congresso riafferma
limportanza di recuperare, nello scenario in cui si muove attualmente la compagine sindacale, la peculiarità della CISL, la sua anomalia storicamente radicata e consolidata, che la vede come sindacato autonomo, laico e confederale, orientato al valore ed al metodo della contrattazione. In questo, la CISL ribadisce limportanza di continuare ad affermarsi come soggetto politico titolato dalla forza del consenso e della rappresentatività che esprime, di proporsi come associazione che, con la propria azione progettuale e rivendicativa, con i propri strumenti, lavora e si batte per realizzare, nellattuale scenario in rapida ed a volte imprevedibile trasformazione, una forma di democrazia compiuta. A tale scopo la CISL siciliana ribadisce limportanza e la volontà di ampliare le occasioni e le forme di partecipazione in tutti quei luoghi ed in quelle sedi in cui, in vario modo, si giocano le sorti dei bisogni e degli interessi di sempre più numerosi soggetti, la cui vita viene condizionata da scelte politiche non sempre orientate al bene comune.
In tal senso, viene riaffermato il principio per cui più forte ed alto è il Sindacato, più forte e alta è la politica.
In riferimento allo scenario ed al clima complessivo che si percepisce in Sicilia, la CISL esprime con decisione la necessità di riaffermare una propria leadership, che la veda protagonista del dibattito politico, istituzionale, in tutte le sedi in cui sia possibile esercitare ed affermare il proprio ruolo di rappresentanza forte di fasce sociali che sempre meno hanno voce e sempre più necessitano della tutela dei propri diritti. La CISL ribadisce questo ruolo chiaramente delineato, sul versante esterno in un contesto in cui sono crollati vecchi riferimenti di ogni genere, sul versante interno rispetto alla tentazione di tornare a casa ovvero di cedere alla tentazione di essere sindacato secondo un modello ed una concezione non solo superata dai fatti, ma anche combattuta dalla CISL già da alcuni anni a questa parte.
Il Congresso, in tal senso, raccogliendo anche quanto è emerso dalle mozioni sia delle Unioni Territoriali che delle Federazioni di categoria regionali, sottolinea con forza e ribadisce il ruolo ed il valore della concertazione come metodo articolato di una pratica politica e sindacale che coinvolge soggetti con ruoli e responsabilità diverse, in funzione di obiettivi e risultati condivisi, verificabili e contrattabili, nel ricorso ad un sistema di garanzie per il rispetto degli impegni reciprocamente assunti in funzione della ricerca di soluzioni a problemi complessi presenti nella società odierna. In un contesto in cui, ultimamente si è cercato di limitarla al minimo e di svuotarla del suo potenziale innovativo e di efficacia, la CISL propugna, quindi, un forte rilancio della concertazione a tutti i livelli a cui essa può essere praticata.
Parallelamente, si pone nella prospettiva di arricchire e diversificare il dialogo sociale, oltre che con le istituzioni e con il mondo delle imprese, anche con il mondo dellassociazionismo, con il terzo settore, per trarne spunti nella elaborazione di forme di intervento sulla realtà anche al fine di generare processi di inclusione sociale, così come forme di collaborazione, in ambiti in cui sia utile una pluralità di azioni nell intervento su problemi specifici.
La CISL siciliana, inoltre, ritiene un fatto importante, anche nella prospettiva di un miglioramento della qualità della vita di tutti, sostenere una esperienza di patto intergenerazionale come elemento che permetta di avviare nuove forme di convivenza e collaborazione fra giovani, anziani, lavoratori attivi e disoccupati, anche in funzione di progetti ed iniziative di ridefinizione ed impostazione dello Stato Sociale, che abbia un impronta solidaristica.
La CISL siciliana, riaffermando che la contrattazione collettiva rimane il principale strumento di tutela dei diritti dei lavoratori, sostiene limportanza della riforma del sistema contrattuale, che si articoli su due livelli, quello nazionale e quello aziendale o territoriale, soprattutto esprimendosi in accordo con due ordini di necessità. Da un lato quella di dare un significato rinnovato al contratto nazionale come livello di elaborazione che permetta di garantire diritti e condizioni di lavoro uguali per tutti; da un altro lato di qualificare il secondo come il livello in cui riuscire a contrattualizzare lo sviluppo, facendo sì che acquisisca maggiore efficacia ed incisività collegandolo al rilancio della concertazione territoriale. Al di là di forme di pura rivendicazione salariale o di certe condizioni di lavoro, occorrerà ampliare e rendere più elastica la pratica della contrattazione delle flessibilità. In tal senso va considerata la possibilità di definire nuove regole in entrata ed in uscita dal mercato del lavoro, tali da favorire la trasformazione del lavoro precario, in vertiginosa espansione soprattutto nel Mezzogiorno, in lavoro a tempo indeterminato.
Rispetto a questo, la CISL Sicilia ribadisce con decisione la necessità di porre attenzione allobiettivo della graduale e compiuta emersione del lavoro sommerso e irregolare, nonché della possibilità di assicurare ai lavoratori impegnati in queste forme di occupazione opportunità di acquisire livelli crescenti di professionalità.
Il Congresso, anche in relazione a questo versante del mercato del lavoro ed alle sue sempre più rapide trasformazioni, sostiene limportanza di assicurare ai lavoratori occupati, a quelli a rischio di disoccupazione, a quelli che hanno perso il lavoro, a coloro che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro, forme ed occasioni sempre più efficaci di formazione continua e permanente, al fine di fornire loro le competenze, sia specialistiche che trasversali, che costituiscono una fra le più importanti risorse da spendere nella vita e nei percorsi lavorativi di ciascun soggetto.
La CISL siciliana ritiene indispensabile riflettere sulla struttura organizzativa e sugli strumenti necessari per il perseguimento e la realizzazione dei traguardi che prefigura; così, sul versante dellorganizzazione verticale auspica che il processo di accorpamento e di monocomposizione di alcune federazioni possa aver luogo nello spirito di dar vita ad una struttura che, in tal modo, riesca a fronteggiare e trattare, con la sua azione contrattuale, problemi e fattispecie che sempre più si configurano come trasversali rispetto ad ambiti, prima separati, ma sui quali si può meglio intervenire secondo una logica di settore, di sistema e di integrazione dei bisogni e degli interessi. Ritiene altresì importante dare ulteriore impulso alla presenza femminile nelle varie istanze su cui si fonda la vita dellorganizzazione, manifestando la volontà di elevare il livello di parità fra uomini e donne nelle opportunità di militanza e partecipazione, nonché di sviluppo nei percorsi di crescita organizzativa.
Inoltre
ribadisce, unitamente a questo, la necessità di sviluppare, dentro lorganizzazione,
la capacità di lavorare per progetti e per obiettivi, utilizzando le metodologie più
appropriate e sviluppando un uso solidale delle risorse.
Il
Congresso, alla luce di tali obiettivi ritiene altresì importante rilanciare una nuova
politica dei quadri che, a partire dal livello di RSU e di rappresentanze sindacali
aziendali, permetta allorganizzazione di fare crescere, nella competenza e nella
consapevolezza della militanza e del ruolo di rappresentanza, nuove leve di giovani
sindacalisti, che siano risorsa qualificata e competente, per la costruzione di un
sindacato nuovo e che permettano di affrontare con serenità e lungimiranza il
problema del ricambio nei gruppi dirigenti. In tal senso, la CISL siciliana
sottolinea il valore della formazione sindacale, la volontà di rivitalizzare tale
funzione a supporto della crescita del maggior numero di sindacalisti e
sindacaliste che, a vario titolo e con ruoli diversi, danno corpo e vita
allorganizzazione. In particolare, sottolinea la valenza della formazione per i
componenti delle RSU, sia in relazione allo specifico associativo dellOrganizzazione
che al valore della rappresentanza universale, anche in preparazione del prossimo rinnovo
di tali organismi di rappresentanza che interesserà il Pubblico Impiego.
In
particolare, la CISL siciliana auspica che il proprio gruppo dirigente sia sempre più
radicato nei territori, sempre più vicino alle istanze che da essi, in varie forme
emergono, e sempre più in grado di comprenderne gli aspetti essenziali nonché di mettere
in pratica progetti ed interventi idonei a contribuire alla loro soluzione.
Il
Congresso della CISL Siciliana, prendendo atto della complessiva situazione socio
economica della Regione, dei ritardi e dei vincoli che ne ostacolano processi di sviluppo
integrato ed equilibrato, riafferma la necessità di operare per creare le condizioni di
un regime delle convenienze che possano fungere da fattori di attrazione di
risorse economiche, tecniche e culturali. In tal senso riconosce la necessità di favorire
e sollecitare investimenti e progettualità per la costruzione di una offerta formativa
integrata, che sia in grado di garantire il successo formativo alle giovani generazioni e
che migliori le opportunità di inserimento e permanenza nel mercato del lavoro.
La CISL
siciliana ravvisa che sia giunto il momento di porre al centro del confronto con le
Istituzioni e con le organizzazioni datoriali la definizione di un insieme integrato di
interventi, a livello regionale, che possano rendere la Sicilia un sistema territoriale
maggiormente qualificato e competitivo.
Esprime,
infine, la necessità di perseguire tale obiettivo coinvolgendo i soggetti
istituzionali, le forze politiche e le altre formazioni sociali, insieme alle quali
occorre dare vita ad una politica alta e responsabile, che ispiri le sue strategie e
le proprie azioni alla realizzazione di un modello di federalismo solidale e
sussidiario, che permetta alla Sicilia di vivere una nuova stagione di sviluppo e di
crescita economica, sociale ed umana.
APPROVATA ALL'UNANIMITA'